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coppa cobram

Ritorna il prossimo 5 marzo, in un’edizione tutta special, la Coppa Cobram, la gara ciclistica amatoriale demenziale, non competitiva!

coppa cobram lago di gardaLa Coppa Cobram InsideGarda – edizione speciale 2016, prende il nome direttamente dal principale sostenitore della manifestazione. InsideGarda infatti, è una nuovissima realtà gardesana riguardante il Consorzio Albergatori e Ristoratori Sirmione e Hotels Promotion Desenzano che hanno siglato un importante progetto: le due associazioni collaborano per la realizzazione di eventi di rilievo sul Benaco.

Non aspettatevi però nulla di simile alla classica edizione di fine estate. Questa avrà innanzitutto un limitato numero di partecipanti, fissato a 150, che saranno invitati a rispettare un rigidissimo dress-code: abbigliamento rigorosamente fantozziano o vintage.

Anche sulle biciclette le regole saranno ferree e imperative: unicamente mezzi d’epoca (vietatissime mountain bike, bici moderne da corsa o peggio, elettriche e/o a pedalata assistita). Riproduzioni di mezzi retrò saranno invece ammesse. E come prevedono le regole schiavistico-aziendali del reparto matricole, alle quali gli impiegati non possono appellarsi in alcun modo, non si faranno favoritismi: parteciperanno coloro che riusciranno per primi a iscriversi. Il Visconte Cobram su questo è stato molto chiaro!

coppa cobram lago di garda

Partenza e arrivo non saranno all’esterno dalla bottega del Biciclettaio Matto, bensì in Castello, a Desenzano del Garda. Il motivo è presto detto: nelle sale verrà allestita una mostra con gli scatti più belli, divertenti e tragicomici dell’ultima edizione. Verrà inoltre proiettato un film che ricalcherà sempre e immancabilmente lo spirito goliardico e fantozziano dell’evento: si tratta di un corto basato sulle riprese effettuate durante la Coppa Cobram del Garda 2015 e… tanto altro.

Anche il percorso non avrà nulla a che vedere con la classica Coppa Cobram. Si partirà infatti dal Castello per fare una breve pedalata sino all’imbarco dei battelli, da lì partecipanti e bici verranno caricati sul mitico Tonale per dirigersi a Sirmione. Nel tragitto verrà fornita la Bomba, preparata e distribuita dallo staff del Classic Rock Beach Cafè di Rivoltella, utile per affrontare con energia la giornata.

Arrivati in penisola, si farà un’altra sgambata sino ad arrivare al Parco Callas dove si terrà il Tozzifan-nic, ovvero un “pic-nic alla bersagliera” con pranzo al sacco.

Il ritorno però…sarà sadicamente in bici! Arrivo e premiazioni in Castello a Desenzano e cena, rigorosamente in tenuta da gara, sul battello.

Anche questa volta il Biciclettaio Matto darà in omaggio al personaggio più azzeccato e ben studiato, uno dei suoi capolavori: la “Officine Meccaniche Lonati”. Telaio Sport anni 70, scattofisso a 2 velocità, guarnitura originale d’epoca, manopole in legno, sella Brooks Team Pro Chrome e catena KMC Kool Knight. Insomma, una bici con gli attributi! Che il Visconte Cobram stia diventando troppo buono?!

Info: http://www.coppacobram.eu/

#pedalilei

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September 10th, 1955, New York City

September 10th, 1955, New York City / © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Si sa che molti artisti diventano famosi solo dopo la loro morte. È il caso di Vivian Maier (New York, 1926 – Chicago, 2009), tata americana di mestiere, ma fotografa per vocazione, in mostra per la prima volta a Milano, fino al 31 gennaio presso lo Spazio Forma Meravigli, con 120 fotografie in bianco e nero, realizzate tra gli anni ‘50 e ’70 tra New York e Chicago, insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni ’70 e ad alcuni filmati in super 8.

Aldilà dei suoi scatti,  ciò che incuriosisce di Vivian Maier è proprio il mistero che aleggia sulla sua vita e su sé stessa. Leggi il seguito di questo post »

 

fonte: fariansabahi.com

fonte: fariansabahi.com

Forse mai come in questa epoca così difficile, le donne sono state così protagoniste. E a parlarcene sarà proprio una donna, Farian Sabahi, che il prossimo 9 maggio, a Lodi nell’ambito della manifestazione Festival dei Comportamenti, in programma dal 7 all’11 maggio, ci farà ascoltare il suo racconto Noi donne di Teheran.

Farian Sabahi, come una novella Shahrzad, racconterà le origini della capitale iraniana e le sue contraddizioni; parlerà di donne, donne protagoniste in vari ambiti, sport inclusi, anche se troppo spesso usate come un tassello nella propaganda di regime. Un testo animato dai versi di grandi poeti persiani, che affronta anche con ironia tematiche complesse, nel tentativo di abbattere i soliti stereotipi sull’Islam e parlare di quel Medio Oriente che tanto spaventa. Conduce l’incontro il Segretario Generale del Comune di Lodi, Silvio Masullo.

jouvence-sabahi-noi-donne-teheran-dorso4-5Farian Sabahi (1967) è scrittrice, giornalista e docente universitaria specializzata sul Medio Oriente e in particolare su Iran e Yemen. È editorialista di questioni iraniane per Il Corriere della Sera e per il Sole24Ore. Ha insegnato all’Università di Ginevra, alla Bocconi di Milano e a Torino. Nel 2010 ha vinto il premio Amalfi nella sezione Mediterraneo e nel 2011, il premio Torino Libera. Il suo ultimo libro Noi donne di Teheran è un testo per il teatro, pubblicato da Jouvence.

Sabato 9 maggio – ore 21.00
Lodi – Sala Carlo Rivolta, Via Cavour 66
Info: http://www.festivalcomportamenti.org http://www.comune.lodi.it http://www.culturalodi.it http://www.fariansabahi.com

 

 

11039967_10204849138722389_744625528_nNulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Mi viene in mente questo quando penso alla radio. Dopo il suo boom negli anni ’50 e al successivo declino, soprattutto per via della televisione, oggi è ritornata in auge grazie anche a internet e alla sua “trasformazione” in web radio.

Cos’è una web radio? Me lo sono fatta raccontare da FormyDJ, all’anagrafe Fabio Mazzarella, che da anni, con professionalità e passione gestisce, assieme ad un suo team affiatato, Life Style Radio. Leggi il seguito di questo post »

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“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare
nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Voltaire)

Siamo spesso attratti da leggende e misteri di luoghi e posti lontani, quando il “non ancora scoperto” può essere a pochi passi da noi, ed è proprio questo che si propone l’associazione XPLORA: portare luce a ciò che ancora è avvolto nella tenebra, dando particolare attenzione alle realtà locali meno note, avviando studi e ricerche in campo storico, archeologico, arche-speleologico, antropologico ed etnologico, senza tralasciare il mistero, il “paranormale”, la leggenda, la tradizione, il folklore.

Ho voluto intervistare il Presidente di Xplora, il ricercatore Armando Belleli per saperne di più… Leggi il seguito di questo post »

Voglio inaugurare questo blog pubblicando una delle più belle interviste che abbia mai fatto o per meglio dire una vera e propria “chiacchierata”, quella con un viaggiatore doc Michele Salvatore, conosciuto grazie agli amici di turistipercaso.it

Quando e come sei arrivato in Polinesia e perché la Polinesia ?

«La mia storia è strettamente legata alla mia barca il Gulliver quindi a volte Michele e il Gulliver diventano la stessa cosa. Il Gulliver, una vecchia signora svedese, alla quale non daresti mai 36 anni e  due giri del mondo abbondanti. Gli ospiti che salgono a bordo ne restano sempre sorpresi e affascinati. Una barca costruita come una volta: solida, marina, elegante, calda e accogliente. Un Hallberg Rassy 41, il numero 47 dei 74 costruiti dal cantiere. Poco più di 10 anni or sono è partito dall’Elba per un giro del mondo o per meglio dire, stare in giro per il mondo. Leggi il seguito di questo post »


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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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