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Archive for the ‘eventi’ Category

 

giltig ikea

Sembra di essere catapultati in un party folle fatto di gatti, pesci colorati, bulbi oculari, cervelli, tinte maculate, che sbucano da piatti e bicchieri, tazze, federe,  copripiumini e molto altro ancora.

L' artista londinese Katy Eary

L’ artista londinese Katy Eary

Si chiama GILTIG questa insolita e coloratissima collezione IKEA di articoli per la tavola e tessili per la casa, frutto della collaborazione con la stilista londinese Katy Eary.

“Voglio portare un’onda di energia nelle case, contribuire a dare personalità agli ambienti”, così Katy Eary commenta la sua collezione, decisamente fuori dagli schemi.

Oggetti su cui sono impresse stampe visionarie e surreali che catturano gli sguardi, arredi che incuriosiscono e, da soli, trasformano un’ intera stanza con un tocco di originalità e colore.

GILTIG, disponibile dal 1°aprile e in edizione limitata in tutti gli store IKEA, sarà la prima di una lunga serie di collezioni, che il colosso svedese di arredamento low cost ha in programma con diversi artisti emergenti internazionali.

Un connubio certamente interessante, dove l’arte diviene arredo per la casa, a prezzi accessibili a tutti!

Info: http://www.ikea.com/ms/it_CH/ikea-collections/giltig/index.html

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Kusakabe Kimbei (attr.), Il Parco del Principe Hotta a Tokyo, ante 1893

Kusakabe Kimbei (attr.), Il Parco del Principe Hotta a Tokyo, ante 1893

Fino al prossimo 5 giugno, al Palazzo del Governatore di Parma, sarà in mostra il Giappone Segreto: un’esposizione di 140 fotografie originali, capolavori della scuola di Yokohama (Yokohama Shashin) realizzate da grandi maestri giapponesi ed europei fra il 1860 e il 1910.

In quel tempo il Giappone, che si stava aprendo all’ Occidente, fu testimone di un insolito connubio tra la tecnica fotografica occidentale e la maestria dei pittori locali, eredi di un’antica e raffinata tradizione, capaci di applicare perfettamente il colore anche su minuscole superfici in carta all’albumina, al punto da renderle difficilmente distinguibili dalle moderne fotografie a colori.

La mostra è parte del programma ufficiale delle celebrazioni del 150° anniversario della firma del Trattato di Amicizia e di Commercio tra Italia e Giappone, siglato nel 1866, che sanciva l’avvio delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. Inoltre celebra il recente accordo di scambio tra Parma e la Prefettura di Kagawa in campo economico, culturale e di promozione del territorio.

Adolfo Farsari, Ritratto di Enrico II di Borbone in abiti giapponesi, 1889

Adolfo Farsari, Ritratto di Enrico II di Borbone in abiti giapponesi, 1889

Il legame tra Parma e il Giappone ha profonde radici storiche. Ne è una prova la figura di Enrico II di Borbone, fratello minore di Roberto I di Borbone, ultimo regnante del Ducato di Parma. Questi, accompagnato dalla moglie Adelgonda di Braganza, figlia di re Miguel del Portogallo, si rese protagonista, tra il 1887 e il 1889, di un lungo viaggio in Asia, in particolare in Giappone, da cui riportò un’enorme numero di opere d’arte che hanno costituito il patrimonio da cui è nato, nel 1925, il Museo d’Arte Orientale di Venezia.

Ed è proprio da Enrico II di Borbone e da sua moglie Adelgonda che inizia il percorso espositivo, per poi snodarsi in un itinerario tematico che ruota intorno ai capolavori della scuola di Yokohama e dei suoi maggiori interpreti: Felice Beato (1832-1907), Raimund von Stillfried-Ratenicz (1837-1911), Adolfo Farsari (1841-1898), Ueno Hikoma (1838-1904), Kusakabe Kimbei (1841-1934), Tamamura Kōzaburō (1856-1923) e Ogawa Kazumasa (1860-1929)

Kusakabe Kimbei, Ritratto di Adelgonda di Braganza in abiti giapponesi, 1889

Kusakabe Kimbei, Ritratto di Adelgonda di Braganza in abiti giapponesi, 1889

I soggetti delle fotografie rappresentano un Giappone da cartolina, riproduzione di una realtà parziale che coniuga da un lato la ricerca dell’esotico dei viaggiatori occidentali (i globetrotter), acquirenti esclusivi delle fotografie e dall’altro il sentimento nostalgico (furusato) avvertito dai giapponesi per l’inesorabile scomparsa di tradizioni secolari.

Le fotografie, originariamente concepite per assortire gli album-souvenir dei viaggiatori stranieri nel paese del Sol Levante, furono poi utilizzate per alcuni decenni per la stampa delle cartoline e per illustrare una ricca pubblicistica fatta di guide, di resoconti di viaggio e, soprattutto, di descrizioni della vita quotidiana e dei costumi di un mondo che appariva all’Occidente, come la quintessenza di un Oriente senza tempo: una terra di geisha e samurai, di pagode e misteriosi costumi. Si trattò di una produzione immensa, che alle stampe all’albumina, colorate a mano, associò ben presto opere realizzate su supporti diversi, con le tecniche della collotipia, della fotolitografia, della litografia a colori e della pittura a olio fotografica. Un ultimo e importante genere di supporto fu il vetro, adoperato dapprima per i semplici ambrotipi e, dal 1874 in poi, per la realizzazione di una grande quantità di lastrine colorate a mano, chiamate gentō-ban, proiettate grazie a una lanterna.

Kusakabe Kimbei, Donna che si lava i capelli, 1890 circa

Kusakabe Kimbei, Donna che si lava i capelli, 1890 circa

Nella prima sezione della mostra, si ripercorre Il viaggio dei globetrotter lungo le strade del Giappone, attraverso vedute di paesi e città, di villaggi, castelli e spazi urbani, oltre a scenari marini e fluviali con tutto il contorno di vie d’acqua, ponti, canali e imbarcazioni. Quindi s’indagherà il dominio della natura con la rappresentazione del paesaggio e di una natura educata dalla cultura e si proseguirà analizzando la vita 

Ogawa Kazumasa, Samurai, 1890 circa

Ogawa Kazumasa, Samurai, 1890 circa

con scene rurali e ritratti di contadini, interni delle case e di individui impegnati in altre attività economiche; il mondo dell’arte che presenterà, oltre alle immagini di momenti di teatro, musica e danza, anche i protagonisti di questi spettacoli e venti rari biglietti da visita, che ritraggono attori del teatro kabuki, la religione e la ritualità, con i ritratti dei diversi operatori del sacro e le immagini delle occasioni liturgiche e cerimoniali, gli eroi dell’ultraesotico, con i ritratti di alcuni dei personaggi tipici della cultura giapponese del tempo, come samurai, kendoka, lottatori di sumo, uomini tatuati.  Chiude idealmente la mostra la sezione dedicata all’immagine della donna, che permette di cogliere le coordinate ideologiche di un modello idealizzato di bellezza femminile asiatica che s’impose attraverso una sorta di cliché, destinato a durare a lungo nel tempo.

Kusakabe Kimbei, Tre ragazze, 1880-1890

Kusakabe Kimbei, Tre ragazze, 1880-1890

Le fotografie saranno messe in relazione anche ad alcuni esempi di arte decorativa giapponese, tra cui spiccano un’armatura da samurai del XVIII secolo, le maschere del teatro classico nō e alcuni splendidi kimono, oltre a preziosi album-souvenir con le copertine in lacca, 20 rare carte de visite, 12 stampe xilografiche policrome, dei migliori maestri dell’ ukiyo-e quali Hokusai, Hiroshige e Utamaro,

Armatura

Armatura- foto di Angela Di Matteo

Il Giappone Segreto comprende anche un programma di attività (incontri di approfondimento e dimostrazioni di arti tradizionali) che riprendono e approfondiscono, in dialogo col pubblico, alcuni dei temi trattati dall’esposizione temporanea.

Per tutte le informazioni: www.giapponesegreto.it


Italia e Giappone celebrano nel 2016 i 150 anni del Trattato di Amicizia con un ricco calendario di eventi in tutta Italia. Il programma è visibile sul sito :
http://www.it.emb-japan.go.jp/

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coppa cobram

Ritorna il prossimo 5 marzo, in un’edizione tutta special, la Coppa Cobram, la gara ciclistica amatoriale demenziale, non competitiva!

coppa cobram lago di gardaLa Coppa Cobram InsideGarda – edizione speciale 2016, prende il nome direttamente dal principale sostenitore della manifestazione. InsideGarda infatti, è una nuovissima realtà gardesana riguardante il Consorzio Albergatori e Ristoratori Sirmione e Hotels Promotion Desenzano che hanno siglato un importante progetto: le due associazioni collaborano per la realizzazione di eventi di rilievo sul Benaco.

Non aspettatevi però nulla di simile alla classica edizione di fine estate. Questa avrà innanzitutto un limitato numero di partecipanti, fissato a 150, che saranno invitati a rispettare un rigidissimo dress-code: abbigliamento rigorosamente fantozziano o vintage.

Anche sulle biciclette le regole saranno ferree e imperative: unicamente mezzi d’epoca (vietatissime mountain bike, bici moderne da corsa o peggio, elettriche e/o a pedalata assistita). Riproduzioni di mezzi retrò saranno invece ammesse. E come prevedono le regole schiavistico-aziendali del reparto matricole, alle quali gli impiegati non possono appellarsi in alcun modo, non si faranno favoritismi: parteciperanno coloro che riusciranno per primi a iscriversi. Il Visconte Cobram su questo è stato molto chiaro!

coppa cobram lago di garda

Partenza e arrivo non saranno all’esterno dalla bottega del Biciclettaio Matto, bensì in Castello, a Desenzano del Garda. Il motivo è presto detto: nelle sale verrà allestita una mostra con gli scatti più belli, divertenti e tragicomici dell’ultima edizione. Verrà inoltre proiettato un film che ricalcherà sempre e immancabilmente lo spirito goliardico e fantozziano dell’evento: si tratta di un corto basato sulle riprese effettuate durante la Coppa Cobram del Garda 2015 e… tanto altro.

Anche il percorso non avrà nulla a che vedere con la classica Coppa Cobram. Si partirà infatti dal Castello per fare una breve pedalata sino all’imbarco dei battelli, da lì partecipanti e bici verranno caricati sul mitico Tonale per dirigersi a Sirmione. Nel tragitto verrà fornita la Bomba, preparata e distribuita dallo staff del Classic Rock Beach Cafè di Rivoltella, utile per affrontare con energia la giornata.

Arrivati in penisola, si farà un’altra sgambata sino ad arrivare al Parco Callas dove si terrà il Tozzifan-nic, ovvero un “pic-nic alla bersagliera” con pranzo al sacco.

Il ritorno però…sarà sadicamente in bici! Arrivo e premiazioni in Castello a Desenzano e cena, rigorosamente in tenuta da gara, sul battello.

Anche questa volta il Biciclettaio Matto darà in omaggio al personaggio più azzeccato e ben studiato, uno dei suoi capolavori: la “Officine Meccaniche Lonati”. Telaio Sport anni 70, scattofisso a 2 velocità, guarnitura originale d’epoca, manopole in legno, sella Brooks Team Pro Chrome e catena KMC Kool Knight. Insomma, una bici con gli attributi! Che il Visconte Cobram stia diventando troppo buono?!

Info: http://www.coppacobram.eu/

#pedalilei

September 10th, 1955, New York City

September 10th, 1955, New York City / © Vivian Maier/Maloof Collection, Courtesy Howard Greenberg Gallery, New York.

Si sa che molti artisti diventano famosi solo dopo la loro morte. È il caso di Vivian Maier (New York, 1926 – Chicago, 2009), tata americana di mestiere, ma fotografa per vocazione, in mostra per la prima volta a Milano, fino al 31 gennaio presso lo Spazio Forma Meravigli, con 120 fotografie in bianco e nero, realizzate tra gli anni ‘50 e ’70 tra New York e Chicago, insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni ’70 e ad alcuni filmati in super 8.

Aldilà dei suoi scatti,  ciò che incuriosisce di Vivian Maier è proprio il mistero che aleggia sulla sua vita e su sé stessa. Leggi il seguito di questo post »

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Paul Gauguin, Donne tahitiane sdraiate (Arearea no vara ino, “Il divertimento dello spirito maligno”), 1894 Olio su tela, cm 60 x 98 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt

 

“Il primo amore,

la prima aurora,

la prima isola dei mari del sud,

sono ricordi unici, di emozioni vergini”

(R.L. Stevenson)

 

Un’esposizione di opere di Paul Gauguin (1848-1903) in Italia è sempre un evento, e ancora più eccezionale è quanto è possibile ammirare fino al 21 febbraio 2016, al MUDECMuseo delle Culture di Milano, con la mostra GAUGUIN. RACCONTI DAL PARADISO.

Attraverso quadri, ceramiche, sculture e incisioni percorreremo l’itinerario artistico e geografico di Gauguin, osservando come i viaggi hanno influenzato il suo percorso artistico. Sarà infatti possibile ammirare una settantina di sue opere, insieme ad alcune significative di Cézanne, Pissarro e Van Gogh, provenienti da diversi musei e collezioni private internazionali, talune esposte per la prima volta in Italia.

La mostra si concentra sulle fonti figurative dell’artista francese, che spaziano dall’arte popolare della Bretagna francese, all’arte dell’antico Egitto; da quella peruviana della cultura inca, alla cambogiana e alla javanese, fino ad arrivare all’arte, alla vita e alla cultura della Polinesia. Leggi il seguito di questo post »

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Si svolgerà il prossimo 27 settembre a Desenzano del Garda, l’evento ciclistico più improbabile che ci sia: la mitica Coppa Cobram ovvero la tragica gara ciclistica ispirata a Fantozzi.

Ideata da Mauro Bresciani, il Biciclettaio Matto di Desenzano del Garda e organizzata dall’associazione “Pedali lei?”, la Coppa Cobram del Garda quest’anno, dopo l’inaspettato successo avuto lo scorso anno alla sua prima edizione, proverà a superarsi.

coppa_cobram-006Tanti sicuramente ricorderanno l’esilarante episodio della Coppa Cobram nel film Fantozzi contro tutti, dove Paolo Villaggio, nei panni del mediocre e sfigato ragionier Ugo Fantozzi, assieme ai suoi colleghi sarà obbligato dal Megadirettore, il cattivissimo Conte Cobram, appassionato di ciclismo, a prender parte all’omonima gara. Le conseguenze saranno disastrose! Leggi il seguito di questo post »

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È quando la luce del giorno muore, nelle ombre del crepuscolo e tutto intorno piano piano si addormenta, che si cerca ciò che si è spento, ma non è scomparso.

È questa la mission di Hesperya, associazione culturale bresciana che si occupa di ricerca nel campo del paranormale.

Dopo aver letto vari articoli e news su di loro, incuriosita, ho deciso di intervistare questo gruppo, che con serietà e passione, attraverso l’uso di strumentazioni tecniche, indaga su fenomeni apparentemente inspiegabili.

Questa è la chiacchierata con Luca Maggini, Fondatore e Presidente di Hesperya. Leggi il seguito di questo post »

 

fonte: fariansabahi.com

fonte: fariansabahi.com

Forse mai come in questa epoca così difficile, le donne sono state così protagoniste. E a parlarcene sarà proprio una donna, Farian Sabahi, che il prossimo 9 maggio, a Lodi nell’ambito della manifestazione Festival dei Comportamenti, in programma dal 7 all’11 maggio, ci farà ascoltare il suo racconto Noi donne di Teheran.

Farian Sabahi, come una novella Shahrzad, racconterà le origini della capitale iraniana e le sue contraddizioni; parlerà di donne, donne protagoniste in vari ambiti, sport inclusi, anche se troppo spesso usate come un tassello nella propaganda di regime. Un testo animato dai versi di grandi poeti persiani, che affronta anche con ironia tematiche complesse, nel tentativo di abbattere i soliti stereotipi sull’Islam e parlare di quel Medio Oriente che tanto spaventa. Conduce l’incontro il Segretario Generale del Comune di Lodi, Silvio Masullo.

jouvence-sabahi-noi-donne-teheran-dorso4-5Farian Sabahi (1967) è scrittrice, giornalista e docente universitaria specializzata sul Medio Oriente e in particolare su Iran e Yemen. È editorialista di questioni iraniane per Il Corriere della Sera e per il Sole24Ore. Ha insegnato all’Università di Ginevra, alla Bocconi di Milano e a Torino. Nel 2010 ha vinto il premio Amalfi nella sezione Mediterraneo e nel 2011, il premio Torino Libera. Il suo ultimo libro Noi donne di Teheran è un testo per il teatro, pubblicato da Jouvence.

Sabato 9 maggio – ore 21.00
Lodi – Sala Carlo Rivolta, Via Cavour 66
Info: http://www.festivalcomportamenti.org http://www.comune.lodi.it http://www.culturalodi.it http://www.fariansabahi.com

 

 


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Il Sol levante torna a Brescia, per la IX edizione de Il Giappone nel Chiostro, la manifestazione che fa vivere anche da noi l’ Hanami, la tradizionale usanza giapponese di uscire all’aria aperta, per godere della bellezza degli alberi in fiore, in particolare i ciliegi.

È proprio pensando alla loro fioritura che è stato ideato questo evento culturale, che si svolge attorno al più grande ciliegio fruttifero della provincia, nel chiostro del Museo Diocesano.

Anche quest’anno il calendario sarà ricco di eventi: mostre, dimostrazioni di arti marziali, conferenze, ci aiuteranno a capire meglio una cultura affascinante, così distante da noi.

Per chi volesse inoltre, ci sarà la possibilità di dedicarsi allo shopping nella mostra mercato e di acquistare presso la biglietteria del museo una card, al costo di 5 €, che consentirà l’accesso alle mostre a pagamento e includerà sconti e omaggi in alcuni stand.

Personalmente mi sento di segnalare la presenza di un importante doppiatore italiano, Ivo de Palma, che ha dato voce a personaggi di indimenticabili cartoni animati: solo per citarne alcuni Pegasus (Cavalieri dello Zodiaco), Mirko (Kiss me Licia), Akira (Devilman)

La manifestazione è a ingresso libero e si terrà anche in caso di pioggia

E’ gradita la presenza di cosplayer!

Per visionare il programma dell’evento clicca qui

In contemporanea ci saranno le seguenti mostre, sempre a tema nipponico:
Da Goldrake a Capeta (passando per l’incantevole Creamy): una vita tra anime e manga, mostra personale di Sabrina Sala (ingresso libero).

Immagini dal Giappone: incisioni alla maniera nera del maestro Narumi Harashina, visitabile o con il biglietto del museo (5 euro intero – 3 ridotto per anziani o studenti) oppure con l’acquisto della card che dà diritto a una serie di agevolazioni.

Info:
Museo Diocesano, Via Gasparo da Salò, 13.
www.ilgiapponenelchiostro.it
https://www.facebook.com/events/1544226942510667/
Ideatore e organizzatore dell’evento Paolo Linetti; aiuto all’organizzazione Paola Fiorentino (conferenze e ospiti); Irene Tirloni per la mostra-mercato ed eventi collaterali.



		

copertina

«Qualcuno più saggio di me disse una volta

che non si può crescere

e cambiare se non si ha il coraggio

di uccidere il proprio passato»

da “ Il passato è una bestia feroce ”.

Sono abituata a conoscere Massimo Polidoro come l’investigatore dell’insolito, colui che con calma e un pizzico di ironia, dà una soluzione scientifica a fenomeni inspiegati (che quasi ci rimani male quando li svela…), tanto da scriverci più di 40 libri. Pertanto mi ha incuriosito molto la notizia dell’uscita del suo primo thriller: “ Il passato è una bestia feroce ” .

Ma chi è Massimo Polidoro? Scrittore, giornalista, divulgatore scientifico e Segretario nazionale del CICAP (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale), è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è membro onorario del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri, centinaia di articoli pubblicati su riviste nazionali ed estere e numerosi interventi televisivi.

Personalmente una persona umile, disponibile e gentile e questa è stata la nostra chiacchierata…

2015 Roberta Baria

2015 Roberta Baria

Dopo tanti libri su enigmi, misteri e segreti svelati, perché un thriller?

Perché è il tipo di romanzi che preferisco leggere sin da quando sono un bambino. Ho sempre sognato di scriverne uno, ma mi rendevo conto che questo tipo di narrativa, per essere efficace, richiede una precisione e un’abilità nel costruire storie coinvolgenti, sorprendenti e capaci di costringere il lettore a voltare pagina che non si possono improvvisare. Così, dopo anni di studio e di preparazione, mi sono finalmente sentito pronto per provarci e con “Il passato è una bestia feroce” credo di avere scritto forse il mio libro più bello.

Quale è la trama?

Sono passati trentatré anni da quando Monica Ferreri, una bambina, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, quasi tutti l’hanno dimenticata. È una misteriosa lettera, scritta da Monica la sera prima di sparire e ritrovata oggi, a risvegliare l’inquietudine di un mistero mai risolto. A riceverla è Bruno Jordan, cronista di successo della rivista Krimen, quarantenne in crisi e, tanto tempo prima, compagno di scuola e amico speciale di Monica. Quella lettera rappresenta il pretesto che serve a Jordan per allontanarsi da Milano, da una redazione dove si sente soffocare, dall’ennesima fidanzata che lo ha lasciato in malo modo e, soprattutto, dalle minacce di alcuni malavitosi che lo hanno preso di mira a causa di una delle sue inchieste scomode. Con l’aiuto di Costanza Piras, giovane ma risoluta donna maresciallo, Jordan ritorna sui luoghi dell’infanzia per indagare sulla fine di Monica. E più va a fondo, più quello che scopre si fa spaventoso, facendogli capire troppo tardi che il passato è come una bestia feroce che forse sarebbe meglio non risvegliare.

Come si ti sei documentato?

Come dicevo prima un thriller non si improvvisa. Per riuscire a scrivere qualcosa di credibile ho studiato per anni, dissezionando i gialli più riusciti, analizzando i film di Hitchcock, Dario Argento e tanti altri, studiando la psicologia della suspense, ma anche entrando in contatto diretto e scambiando idee con alcuni dei più grandi autori di questo genere, come Michael Connelly, Jeffery Deaver o Nelson Demille, che generosamente mi hanno rivelato i loro “segreti”. Quanto ai temi della storia, ho naturalmente dovuto documentarmi sia studiando i fatti di cronaca simili a quelli raccontati nel libro, sia scoprendo come funziona la vita nei luoghi di cui parlo, da una caserma dei carabinieri a un reparto di rianimazione, e questo è stato possibile grazie all’aiuto di esperti e persone del settore che generosamente hanno condiviso con me le loro conoscenze.

C’è qualche fatto di cronaca nera che ti ha ispirato?

Certamente, ma non posso dirlo per non rovinare la sorpresa…

Titolo sicuramente molto forte, così come la copertina. Mi ha colpito il fatto che i tuoi lettori siano stati coinvolti direttamente nella loro scelta. Addirittura 100 fra questi, sono anche stati selezionati per leggere in anteprima il tuo romanzo e promuoverlo. Una strategia editoriale molto social, che in Italia non ricordo di simili…me ne parli?

Sono partito da una semplice considerazione: ogni anno in Italia escono qualcosa come 60.000 titoli e pubblicarne uno in più equivale un po’ a gettare il proprio libro in questo oceano sperando che se la cavi da solo. Poiché considero Il passato è una bestia feroce un punto importante della mia carriera di scrittore, e poiché ritengo che meriti di essere letto da chi ama questo genere, ho deciso di impegnarmi in prima persona per riuscire a farlo emergere. Coinvolgere i miei lettori mi è sembrato naturale.

Che cosa fa di preciso la tua Squadra?

È entrata in azione qualche settimana prima dell’uscita del libro, rilanciando sui social network segnalazioni, anticipazioni e curiosità per alimentare l’attesa. Poi, inaspettatamente, la creatività ha preso il sopravvento ed ecco che qualcuno si è inventato dei bookteaser, qualcun altro ha realizzato un booktrailer molto professionale, altri hanno scelto frasi dal libro e le hanno trasformate in cartoline virtuali, messaggi sulle chat, sms… Altri ancora scoprono “oggetti” presenti nel libro che vanno ad arricchire una bacheca su Pinterest, c’è chi ha costruito un misterioso sito dedicato all’enigma che sta al centro del romanzo, vale a dire la scomparsa di Monica, chi ha immaginato contest dedicati ad aspiranti scrittori, chi ha progettato presentazioni e incontri in libreria… Ma la cosa più bella, naturalmente, è che sono nate nuove amicizie e collaborazioni inaspettate.

Per la prima settimana di uscita del libro hai anche pensato a un’iniziativa speciale, vero?

Sì, per festeggiare l’uscita di questo libro a cui tengo davvero tanto, ho deciso che chi acquisterà il libro entro la mezzanotte di domenica 8 marzo riceverà fino a 10 regali. Si tratta di un paio di miei libri inediti, video con retroscena esclusivi sul libro, un Manuale per aspiranti scrittori, parti poi tagliate dal libro, una raccolta di miei rari interventi televisivi… Chi fosse interessato non deve fare altro che andare qui: http://goo.gl/Gw79VC

Qualcuno dei lettori, che ha letto in anteprima il tuo romanzo, trova nella narrazione un po’ di Stephen King… E’ uno scrittore che ti ha influenzato?

Mi tremano i polsi solo a pensare a un paragone del genere, non scherziamo! King è indubbiamente uno dei miei scrittori preferiti e credo sia inevitabile che qualcosa di quello che i suoi libri mi hanno regalato mi sia rimasto “attaccato” e, di conseguenza, si ritrovi anche nella mia scrittura. Ma, come lui, devo ringraziare anche altri scrittori che mi hanno “insegnato” l’arte del brivido: Thomas Harris, Michael Connelly, Jeffery Deaver, Robert Crais, Lee Child, Dennis Lehane, Nelson Demille e molti, molti altri.

Un’ultima domanda: in tutti i tuoi anni di studi e ricerche, ma davvero non ti è mai capitato di imbatterti in qualcosa che forse ti ha fatto dubitare del fatto che non tutto si può dimostrare? Ma non è forse che l’inspiegabile proprio perché è tale, non si può spiegare scientificamente?

Non credo che esista “l’inspiegabile”, esiste piuttosto “l’inspiegato”: qualcosa, cioè, che ancora non siamo riusciti a spiegare. Ma per la gran parte degli interrogativi che l’uomo si pone, penso sia solo questione di tempo. Se la scienza ci ha insegnato qualcosa è che continuando a fare domande, prima o poi la natura rivela i suoi segreti. Magari oggi ci mancano gli strumenti giusti per sapere tutto quanto, ma è probabile che prima o poi questi strumenti li avremo. Anche se, non ho difficoltà ad ammetterlo, è possibile che certi interrogativi non avranno mai risposta.

Info:

Il passato è una bestia feroce

Piemme 2015 Pag. 427 – 17,90€

Rilegato

Codice ISBN: 9788856639537

 

Il sito ufficiale del libro: http://goo.gl/dNRxRA

La pagina del libro sul sito di Edizioni Piemme: http://goo.gl/cbQTyC

Il booktrailer: http://goo.gl/m0iil0

La serie di video sul libro: http://goo.gl/HFAYrU

La bacheca Pinterest: http://goo.gl/eLv7J1

La Squadra dei 100 lettori: http://goo.gl/dNRxRA (da metà sito in giù)

Le prime pagine nei formati PDF, ePub e mobi: http://goo.gl/F5I7iq


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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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