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GAUGUIN – RACCONTI DAL PARADISO

Posted on: 05/12/2015

Gauguin_donnesdraiate_bassa

Paul Gauguin, Donne tahitiane sdraiate (Arearea no vara ino, “Il divertimento dello spirito maligno”), 1894 Olio su tela, cm 60 x 98 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt

 

“Il primo amore,

la prima aurora,

la prima isola dei mari del sud,

sono ricordi unici, di emozioni vergini”

(R.L. Stevenson)

 

Un’esposizione di opere di Paul Gauguin (1848-1903) in Italia è sempre un evento, e ancora più eccezionale è quanto è possibile ammirare fino al 21 febbraio 2016, al MUDECMuseo delle Culture di Milano, con la mostra GAUGUIN. RACCONTI DAL PARADISO.

Attraverso quadri, ceramiche, sculture e incisioni percorreremo l’itinerario artistico e geografico di Gauguin, osservando come i viaggi hanno influenzato il suo percorso artistico. Sarà infatti possibile ammirare una settantina di sue opere, insieme ad alcune significative di Cézanne, Pissarro e Van Gogh, provenienti da diversi musei e collezioni private internazionali, talune esposte per la prima volta in Italia.

La mostra si concentra sulle fonti figurative dell’artista francese, che spaziano dall’arte popolare della Bretagna francese, all’arte dell’antico Egitto; da quella peruviana della cultura inca, alla cambogiana e alla javanese, fino ad arrivare all’arte, alla vita e alla cultura della Polinesia.

All’esposizione si accede salendo lo scalone centrale del MUDEC, che conduce all’agorà, lo spazio espositivo sul quale sovrasta una sinuosa e futuristica vetrata.

La caratteristica peculiare di questa mostra è proprio quella di essere concepita come un vero e proprio tour nell’arte e nella vita di Paul Gauguin, oltre che visivo anche “sonoro”.

Paul Gauguin Vascello al chiaro di luna, 1878 Olio su tela, cm 54 x 92,5 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt

Paul Gauguin, Vascello al chiaro di luna, 1878 Olio su tela, cm 54 x 92,5 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt

 

Infatti è possibile noleggiare un’audioguida (una delle migliori ascoltate finora!), con la quale ci si lascia trasportare da un Monsier Gauguin che accompagna il visitatore, con uno stile narrativo mai piatto e noioso, tra le sue opere, immerse in un’atmosfera soffusa, dove la luce è puntata, senza mai essere troppo invadente, principalmente su di esse.

Realizzata da Antenna International, l’audioguida è un racconto che fa rivivere immaginariamente Gauguin, lo fa tornare tra noi a raccontarci le sue opere.  Il racconto infatti, è un  dialogo  tra  l’artista e un visitatore della mostra al giorno d’oggi: un dialogo vivo in cui Gauguin ripercorre i temi  che  lo  hanno ispirato e con il quale rivive la sua ricerca artistica ed esistenziale, toccando tematiche fondamentali, valide anche per noi ancora oggi. Gauguin inoltre, era un grande amante della musica, anche per questo spesso compaiono nelle sue opere degli strumenti musicali. I brani di musica compresi nel tour non sono casuali, ma selezionati tra alcuni dei più amati dall’artista francese, da Beethoven a Debussy e Schumann, ma anche musiche polinesiane.

È prevista un’audioguida anche per bambini e ragazzi (6−12 anni): una sorta di  viaggio  “incantato”  nell’affascinante mondo dei dipinti di Paul Gauguin.

Paul Gauguin Donna tahitiana con fiore, 1891 Olio su tela, cm 70,5 x 46,5 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt

Paul Gauguin, Donna tahitiana con fiore, 1891 Olio su tela, cm 70,5 x 46,5 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt

 

Personalmente le opere che più colpiscono sono sicuramente quelle del periodo polinesiano, con i loro colori assoluti, puri, luminosi, intensi, che rappresentano scene simboliche di vita quotidiana. Per chi avrà la fortuna di recarsi in Polinesia, assicuro che ancora oggi potrà scorgere quei tratti, quei profumi, quei colori e quel primitivismo che traspirano dalle opere di Paul Gauguin.

È proprio attraverso il confronto tra alcuni capolavori dell’artista e le sue fonti d’ispirazione, che la mostra si propone anche di dimostrare il suo approccio peculiare e originale a quel primitivismo, che influenzò profondamente la sua arte e che si evolse dall’impressionismo al sintetismo.

Tra la fine dell’ Ottocento e gli inizi del secolo successivo, le avanguardie artistiche si caratterizzarono per lo studio e la rielaborazione dell’arte di popoli, che vivevano ancora allo stadio tribale.

Si affermò cosi nell’arte occidentale moderna, una nuova tendenza, il primitivismo, che si rifaceva alle forme e agli stili espressivi tipici di paesi, di strati sociali o di soggetti non partecipi della cultura ufficiale di riferimento.

Il termine primitivo in quest’accezione, che deve molto anche alla tradizione letterario-filosofica di studiosi quali per esempio, Montaigne o Jean-Jacques Rousseau i quali, avendo presente il modello delle popolazioni indigene colonizzate, accusarono la propria civiltà di presunzione e megalomania, si accompagnò a quello di “nobile” e nell’uomo che fosse tale, si vedeva un esempio di parsimonia, di armonia con la natura, di capacità di vivere una vita felice.

Il ritorno alle civiltà primitive, affascinò dunque moltissimi artisti. Tra questi proprio Gauguin fu tra quelli che maggiormente si avvicinò al mondo “primitivo”, riconoscendo soprattutto nella cultura delle isole della Polinesia, non solo una ricchezza espressiva, che era per lui fonte di ispirazione, ma anche uno stile di vita felice ed equilibrato, che l’artista infatti, cercò di fare proprio al punto da rappresentarlo artisticamente, trasferendosi prima a Tahiti e poi nelle isole Marchesi, dove morirà.

Paul Gauguin, volle vivere sulla propria pelle, quell’esistenza selvaggia e primitiva che fu al centro delle sue opere, spinto non soltanto dal desiderio di poterla ritrarre da più vicino, dal vivo, ma anche dalla volontà di conoscerne la naturalezza e l’ingenua armonia, evocata in aspra contrapposizione con l’odiata civiltà moderna.

Pape moe (Acqua misteriosa), 1894 Legno di quercia dipinto, cm 81,5 x 62 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt

Paul Gauguin, Pape moe (Acqua misteriosa), 1894
Legno di quercia dipinto, cm 81,5 x 62
© Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt

 

Quando Gauguin dipinge i “selvaggi” polinesiani, non è tanto una differenza che gli interessa, ma qualcosa come un profondo desiderio di una natura incontaminata.

Pertanto la natura, che egli cerca attraverso il primitivo, è una natura sognata. Egli inoltre, con i suoi viaggi nei mari del Sud, si prefiggeva il compito di sfatare la superficiale nozione di esotismo, fornita dalle Esposizioni Mondiali e dalle cronache che affascinavano a quei tempi l’Europa, per mostrare “quella realtà” in modo più profondo, solo dopo essersi immerso all’interno e averne respirato l’autentica atmosfera.

Se in un primo periodo egli trovò il primitivo che cercava in una realtà provinciale come quella della Bretagna (ricordiamo la scuola di Pont-Aven), i quadri iniziarono a essere più propriamente a contenuto esotico, durante il suo soggiorno prima ai Caraibi e infine a Tahiti.

L’interesse di Gauguin per le “culture altre” si tradusse in una costante ricerca di materiale originale da integrare e fondere nella sua produzione.

Spaziando dai dipinti alle sculture in legno, dalle ceramiche alle zincografie in mostra (Volpini suite), le opere in mostra al MUDEC fanno quindi emergere come il primitivo di Gauguin sia visione artistica, stile di vita, viaggio di evasione dalla sua contemporaneità verso un mondo altro, incontaminato, carico di antichi significati e abitato da forze e spiriti ancestrali.

Info: http://www.mudec.it/ita/gauguin/

GAUGUIN. RACCONTI DAL PARADISO
prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 Ore in collaborazione con Ny Carlsberg Glyptotek, promossa dal Comune di Milano‐Cultura e da 24 ORE Cultura, e curata da Line Clausen Pedersen e Flemming Friborg, rispettivamente curatrice del Dipartimento di Arte Francese e Direttore della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen e realizzata anche grazie al sostegno di M&G Investments, società internazionale di gestione di fondi, main sponsor dell’esposizione.

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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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