CityVox

Archive for dicembre 2015

Gauguin_donnesdraiate_bassa

Paul Gauguin, Donne tahitiane sdraiate (Arearea no vara ino, “Il divertimento dello spirito maligno”), 1894 Olio su tela, cm 60 x 98 © Ny Carlsberg Glyptotek, Copenhagen /Photo: Ole Haupt

 

“Il primo amore,

la prima aurora,

la prima isola dei mari del sud,

sono ricordi unici, di emozioni vergini”

(R.L. Stevenson)

 

Un’esposizione di opere di Paul Gauguin (1848-1903) in Italia è sempre un evento, e ancora più eccezionale è quanto è possibile ammirare fino al 21 febbraio 2016, al MUDECMuseo delle Culture di Milano, con la mostra GAUGUIN. RACCONTI DAL PARADISO.

Attraverso quadri, ceramiche, sculture e incisioni percorreremo l’itinerario artistico e geografico di Gauguin, osservando come i viaggi hanno influenzato il suo percorso artistico. Sarà infatti possibile ammirare una settantina di sue opere, insieme ad alcune significative di Cézanne, Pissarro e Van Gogh, provenienti da diversi musei e collezioni private internazionali, talune esposte per la prima volta in Italia.

La mostra si concentra sulle fonti figurative dell’artista francese, che spaziano dall’arte popolare della Bretagna francese, all’arte dell’antico Egitto; da quella peruviana della cultura inca, alla cambogiana e alla javanese, fino ad arrivare all’arte, alla vita e alla cultura della Polinesia. Leggi il seguito di questo post »

Annunci

CityVox BS

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

Categorie

NOTA BENE

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non viene aggiornato periodicamente, né è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.
È vietata la riproduzione anche parziale di articoli e foto senza la MIA autorizzazione.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: