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Il faro di Salvore

Posted on: 06/07/2015

faro salvore

La parola Italia è una espressione geografica,
una qualificazione che riguarda la lingua,
ma che non ha il valore politico che gli sforzi
degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle.

(Klemens von Metternich)

Era da anni che mi attirava l’idea di soggiornare in un faro nel totale silenzio, rotto solo dal rumore del mare, così visto che in Croazia questa è un’esperienza praticata da tempo (in Italia si sono svegliati a inizio giugno…), ho contattato l’azienda pubblica Plovput, concessionaria dei fari in Croazia e tra i vari che ha in gestione, ho scelto il più antico dell’Adriatico: il faro di Salvore.

faro salvoreCollocato poco dopo il confine con la Slovenia, nella parte più occidentale dell’Istria nella tranquilla località di Salvore o Savudrija, si racconta che il faro fu costruito nel 1818 per volontà del principe Metternich, diplomatico e politico austriaco che lo dedicò a una nobildonna croata della quale si era innamorato, in occasione di un ballo a Vienna. Purtroppo la struttura, dove sarebbero vissuti insieme, non accolse mai suoi padroni: la nobile croata morì lo stesso giorno in cui fu completata la costruzione del faro e il conte non lo visitò mai più.

Il faro il cui segnale luminoso è visibile da 17 miglia nautiche, ovvero da 32 km di distanza, è alto 36 m e costruito con la bianca pietra locale. Esso fa parte di quella “via luminosa”, che gli austriaci, dopo il congresso di Vienna del 1815, progettarono lungo le coste adriatiche del proprio impero. La sua accensione avvenne sotto gli occhi dell’imperatore austriaco Francesco I, ricordato nell’iscrizione alla base del faro stesso, allora in visita a Trieste e di passaggio a Salvore.

20150615_062811Attualmente il faro è abitato da un guardiano con la sua famiglia ed è collegato molto bene con l’area circostante, dove gli ospiti che vi alloggiano, oltre al mare a pochissimi metri, hanno tutto ciò che può servire loro a portata di mano.

Info:
www.plovput.hr
www.lighthouses-croatia.com

*Le foto postate sono di mia proprietà, pertanto ne è vietato qualsiasi uso senza la mia preventiva autorizzazione.

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2 Risposte to "Il faro di Salvore"

la nobile croata non era altro che una nubile ragazza del posto (italiana)!
Con stima
Rota

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🙂 grazie per la precisazione.
Si sa qualcosa in più di questa donna?

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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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