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L’ estate della paura – Dan Simmons

Posted on: 18/02/2015

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Dopo IT di Stephen King, L’estate della paura di Dan Simmons, è il più bel romanzo horror di “formazione”, scritto negli anni ’90, per alcuni versi simile al capolavoro del Re.

Copertina dell'edizione Interno Giallo Mondadori

Copertina dell’edizione Interno Giallo Mondadori

Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1994, per la collana Interno Giallo Mondadori, per molti anni è stato ingiustamente introvabile, fino alla recente ristampa nel 2006 da parte della Gargoyle Books, che finalmente l’ha riportato nelle nostre librerie, con una traduzione rinnovata e integrale rispetto all’originale.

Siamo nel 1960 ad Elm Haven, una piccola cittadina di campagna dell’ Illinois. È estate, la scuola è finita e 5 ragazzini di 12 anni, Mike, Duane, Dale, Harlen e Kevin, si preparano a vivere le loro vacanze con quella spensieratezza e quel senso dell’amicizia che solo a quell’età di può avere. Ma, fra i giochi in mezzo ai campi di grano assolati e le allegre corse in bicicletta, qualcosa si nasconde in agguato ed è proprio la Old Central School, l’antico edificio scolastico della città, l’epicentro degli orrori. Toccherà proprio ai 5 amici, visto che gli adulti sembrano rifiutare o non capire cosa stia succedendo, indagare sulla natura di quell’incubo tremendo e affrontare il mostro che da sempre si nasconde nella loro realtà.

Romanzo carico di tensione, per nulla infantile (anzi…), che rievoca nel lettore le emozioni e le sensazioni dell’infanzia che si appresta a finire, per lasciare il posto ai turbamenti del periodo adolescenziale e sarà proprio la lotta contro il male a segnare per i 5 ragazzi, questo fondamentale passaggio.

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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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