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Casa Matusita

Posted on: 02/02/2015

DIGITAL CAMERAC’è un luogo nel Sud America inquietante e oscuro, sul quale il mistero e gli interrogativi ancora regnano: è Casa Matusita. Casa Matusita è un edificio situato nel centro Lima, tra Avenida Wilson e Avenida España. Gli abitanti della capitale peruviana, ne sono intimoriti da sempre, nonostante vi passino quotidianamente davanti: “Una vera e propria casa dell’orrore”, “Un luogo diabolico infestato dai fantasmi”, dicono i residenti del quartiere, “Un luogo di morte, dove dolore, pazzia, fatti strani e paurosi sono accaduti”. Infatti si racconta che in passato la casa, sia stata la scena di numerose morti misteriose e agghiaccianti.

Attualmente l’edificio sembrerebbe di proprietà di una banca locale che occupa, caso curioso, solo il piano terra, mentre il secondo piano risulta disabitato. Cosa strana poi, è anche che la banca avrebbe chiuso dall’esterno le finestre del secondo piano, inchiodandole e spiegando che “si aprivano misteriosamente da sole”… In realtà il secondo piano della casa è abbandonato da anni e nessuno osa entrarci a causa delle leggende, che riguardano le misteriose apparizioni che infestano il luogo. Si dice che chi abbia provato a entrare, sia morto o uscito gridando. Si racconta per esempio di un giornalista locale, che attratto del mito della casa, entrò nell’abitazione abbandonata salendo al secondo piano, per uscirne poi come impazzito: raccontava di aver visto morti, cadaveri, resti di corpi umani, membra straziate. Fu rinchiuso in un centro d’igiene mentale…

Ma quale è la vera storia di questo edificio, che ha la fama di essere uno dei luoghi più infestati del Sud America? La casa prende il nome da un suo ex proprietario, un commerciante giapponese ormai defunto, il Signor Matsushita, il cui cognome venne poi “storpiato” dai peruviani in Matusita. Matsushita, era proprietario di tutto lo stabile, compreso il piano terra nel quale vi era il suo negozio. L’uomo avrebbe confessato anni dopo a un’antropologa, che una sera, mentre lavorava fino a tardi nel suo negozio al piano terra, improvvisamente, alzando il capo, si era trovato davanti un monaco con i piedi sollevati da terra. Spaventato era scappato dal negozio e da quel momento aveva giurato che avrebbe lavorato nel negozio, solo nelle ore lavorative.

Gli studiosi si sono chiesti da dove ha avuto origine l’incubo. Se si osserva la posizione dell’edificio, esso è situato nei pressi di Plaza Mayor, ove un tempo venivano giustiziati i criminali e dove le terribili fiamme dell’inquisizione erano solite ardere. Si racconta di una strega proveniente dall’Europa, che durante la cerimonia di condanna a morte, lanciò una maledizione nel posto in cui era stata giustiziata e si pensa che sia proprio questa maledizione, a tormentare la casa. Altre storie riguardano i proprietari della casa. Una per esempio, racconta di un ricco signore che non aveva alcun riguardo nei confronti dei suoi servi, trattandoli male. Un giorno però i servitori, stanchi delle sue malefatte e in occasione di un ricevimento, decisero di mettere delle droghe nel brodo da servire agli invitati. Il risultato fu mostruoso in quanto i due, chiusi in cucina, udirono delle urla provenire dal salotto. Terminate le urla, quando i servitori tornarono nel salone videro che tutti si erano massacrati tra di loro e che il sangue era sparso ovunque. Successivamente, la casa venne acquistata da un uomo benestante giapponese, che visse in quella casa insieme alla moglie per alcuni anni. L’uomo nutriva per la consorte un amore morboso, tanto che la donna fu spinta a tradirlo. Un giorno il marito tornato a casa prima del tempo, trovò la moglie in compagnia del proprio amante. La reazione dell’uomo fu terribile, tanto che uccise con una spada l’amante e poi la moglie e anche il suo primo figlio nella culla, per poi suicidarsi. Si racconta poi di un prete esorcista, che per sfatare il mito della presenza del Maligno, sarebbe entrato nella casa, autorizzato dal Vaticano, e poco dopo sarebbe stato trovato morto suicida. Infine, ma non è certo l’ultima…un’altra storia richiama quanto accaduto al vecchio Matsushita: racconta di un amore impossibile, terminato con un suicidio, tra una bellissima ragazza e un ragazzo costretto dalla famiglia ai voti religiosi. Il ragazzo diventato monaco, disperato si sarebbe suicidato buttandosi da una ripida scogliera, dove apparirebbe ancora ai nostri giorni.

Scindere verità e leggenda non è semplice, ma sicuramente qualcosa di vero in tutte queste storie c’è, oppure potrebbe essere, come alcuni sostengono, tutta una bufala organizzata dagli Americani, usata per coprire una sede dei servizi segreti statunitensi. Infatti, nei primi anni Settanta, nella casa del terrore, avrebbero avuto residenza funzionari del governo americano. Con lo stratagemma della casa degli orrori nessuno si era permesso di entrare nella casa e il segreto sarebbe rimasto tale. Così il mistero continua…

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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

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Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

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"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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