CityVox

CEMETERY TOURS – Napoli, Il Cimitero delle Fontanelle: dove i vivi parlano con i morti.

Posted on: 10/01/2015

 IMG_9826Voglio inaugurare questa rubrica partendo da Napoli, dove il culto dei morti è una vera e propria venerazione, segnalandovi uno dei suoi luoghi più misteriosi e suggestivi: il Cimitero delle Fontanelle.

Il Cimitero delle Fontanelle era un antico ossario, situato in una ex cava di tufo nel cuore del rione Sanità, destinato a seppellire le salme della popolazione che non trovarono posto nelle pubbliche sepolture delle chiese.

Chiamato in questo modo per la presenza in tempi remoti di sorgenti d’acqua, il cimitero che si sviluppa per circa 3.000 m² (mentre le dimensioni della cavità sono stimate attorno ai 30.000 m³), accoglie 40.000 resti di persone, vittime soprattutto della grande peste del 1656 e del colera del 1836.

Successivamente, il Cimitero delle Fontanelle rimase abbandonato fino al 1872 quando il parroco della chiesa di Materdei, Don Gaetano Barbati, con l’aiuto di popolane devote, mise in ordine le ossa nello stato in cui ancora oggi si vedono.

IMG_9823

Da quel momento nacque una fortissima devozione popolare per questi defunti.

Il cimitero infatti, è noto perché vi si svolgeva un particolare rito, detto delle anime pezzentelle (anime povere), che prevedeva l’adozione e la cura di un cranio (detta capuzzella), al quale corrispondeva un’anima abbandonata (pezzentella) in cambio di protezione, grazie e perfino fortuna al lotto, creando così quel legame tra vivi e non vivi, tra sacro e profano, eternamente presente nella città partenopea, al punto che nel 1969, il cimitero venne fatto chiudere dall’allora Cardinale, Corrado Ursi, per l’eccessiva paganità del culto.

L’infinità di resti umani conservati nel Cimitero delle Fontanelle, sono tutti anonimi a esclusione di due: Filippo Carafa Conte di Cerreto dei Duchi di Maddaloni, morto il 17 luglio 1797 e di Donna Margherita Petrucci nata Azzoni, morta il 5 ottobre 1795, entrambi riposti  in bare protette da vetri.

Un luogo di culto e di macabro fascino, in cui si concentrano anche molte leggende.

IMG_9828

Tra le capuzzelle più famose ci sono quella del Capitano: il teschio del Capitano è adagiato in una teca di vetro e, a differenza degli altri, è sempre perfettamente lucido, forse proprio in virtù dei vetri che lo proteggono dall’umidità. Ma per la gente di Napoli il Capitano è un anima pia, che ha aiutato tantissimi devoti. Della sua storia esistono diverse versioni, ma la più sentita è quella che riguarda i “due sposi”. Si narra di una giovane donna promessa sposa che nutriva un’autentica venerazione per il teschio del Capitano. Il suo futuro marito, invece, riteneva che tutte quelle attenzioni per delle vecchie ossa fossero tempo perso.

IMG_9825

Un giorno il giovane decise di accompagnare la futura consorte al Cimitero delle Fontanelle per vedere da vicino il vecchio teschio. Una volta nella cava, il giovane infilò un bastone nella cavità dell’occhio del teschio e con fare scherzoso, invitò il Capitano al suo matrimonio. Il giorno delle nozze, tra gli invitati festanti, apparve un uomo con la divisa dei carabinieri. Quando lo sposo chiese al carabiniere di qualificarsi, questo ripose che era stato proprio lui ad invitarlo e che si era anche divertito ad accecargli un occhio in quell’occasione. Dopo la presentazione il Capitano aprì la sua divisa e invece di un corpo d’uomo, apparvero solo le ossa dello scheletro. Alla vista di quella scena, i due novelli sposi morirono sul colpo.

Riaperto nel 2010, il Cimitero delle Fontanelle è una tappa che nessun visitatore della città di Napoli dovrebbe perdere se vuole davvero immergersi pienamente nella tradizione e nella cultura partenopea.

 

 *Le foto postate sono di mia proprietà pertanto ne è vietato qualsiasi uso senza la mia preventiva autorizzazione.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

CityVox BS

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

Categorie

NOTA BENE

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto non viene aggiornato periodicamente, né è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.
È vietata la riproduzione anche parziale di articoli e foto senza la MIA autorizzazione.