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Xplora: oltre i confini a 360°!

Posted on: 23/03/2014

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“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare
nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (Voltaire)

Siamo spesso attratti da leggende e misteri di luoghi e posti lontani, quando il “non ancora scoperto” può essere a pochi passi da noi, ed è proprio questo che si propone l’associazione XPLORA: portare luce a ciò che ancora è avvolto nella tenebra, dando particolare attenzione alle realtà locali meno note, avviando studi e ricerche in campo storico, archeologico, arche-speleologico, antropologico ed etnologico, senza tralasciare il mistero, il “paranormale”, la leggenda, la tradizione, il folklore.

Ho voluto intervistare il Presidente di Xplora, il ricercatore Armando Belleli per saperne di più…


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Come è nata l’ associazione Xplora e di cosa si occupa?
L’associazione Xplora è nata circa da due anni, grazie all’incontro di alcuni amici appassionati di storia, archeologia, speleologia, esplorazione e ricerca, desiderosi di darsi da fare direttamente sul campo. Infatti la nostra filosofia è: la ricerca in archivi e biblioteche è fondamentale…ma poi bisogna sporcarsi anche le scarpe, anzi gli scarponi!

Chi sono i suoi membri?
Il nucleo operativo di Xplora è costituito da: Armando Bellelli, fondatore, scrittore e collaboratore della trasmissione tv “Mistero”; Andrea Bellandi, archeologo; Serena Oneda, esperta speleologa; Diego Vezzoli, ricercatore storico ed esperto di aeronautica militare; Enrico Balabio, fotografo e videomaker; Mattia Laude ed Emanuela Galvani, ricercatori. Ognuno dà il massimo nel proprio campo, in armonia e coordinazione con gli altri.

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Su cosa si concentrano e come si svolgono le vostre ricerche?
Per quanto Xplora possa spaziare in ambiti molto differenti nelle sue ricerche, esse vengono concentrate principalmente nella cosiddetta “speleoarcheologia”, ovvero nello studio, ricerca, individuazione e, se possibile esplorazione delle cavità artificiali, ovvero di quei sotterranei costruiti dall’uomo in tempi passati per i motivi più disparati (acquedotti, vie di fuga, luoghi di culto, luoghi di sepoltura, rifugi antiaereo, bunker etc.). Come già accennato, esiste una prima fase della ricerca che consiste nella consultazione di archivi e testi vari alla ricerca delle informazioni necessarie. Spesso vengono anche effettuate vere e proprie interviste con persone a conoscenza di dati importanti, come può esserlo un anziano reduce della seconda guerra mondiale che ha vissuto in prima persona particolari fatti, giusto per fare un esempio. Raccolte più informazioni possibili, si effettua un sopralluogo sul campo. A volte si è costretti a fermarsi a quel punto per vari impedimenti (paesaggio mutato, impedimenti naturali insormontabili, permessi negati, etc.). A volte invece prende avvio la fase più interessante: l’accesso e l’esplorazione del sotterraneo ricercato.

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La seconda guerra mondiale è una pagina della nostra storia, spesso al centro delle vostre indagini. Cosa avete scoperto?
Ultimamente abbiamo concentrato le nostre ricerche su aspetti molto poco conosciuti degli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale. Ci siamo focalizzati sullo studio e la ricerca dei rifugi antiaereo e sui bunker della Repubblica di Salò. In primis, perchè essendo tutti originari della zona del Garda, abitiamo a breve distanza dai luoghi in cui si insediarono i ministeri, i comandi militari e i luoghi del potere della RSI e dei nazisti in Italia. Diciamo che li abbiamo letteralmente davanti a casa e siamo “facilitati” nella ricerca di informazioni e testimoni del luogo. In secundis, ed è la cosa che più ci affascina e coinvolge, è il fatto che si tratta di studiare un periodo molto vicino nel tempo (solo 70 anni) ma estremamente confuso e colmo di incognite e “misteri” da svelare. Vi è quindi la possibilità di impegnarsi in ricerche per aggiungere tasselli al “puzzle” di un periodo storico tra i più tragici e travagliati della nostra storia.

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Ma è vera la presenza di un misterioso “mostro” marino anche nel lago di Garda?
Da ricercatore storico e appassionato di storie insolite del lago di Garda, ovviamente mi sono interessato (fin da piccolo) alle numerose storie riguardanti una misteriosa creatura avvistata più volte (lei o i suoi “discendenti”) nel corso dei secoli. Si va dalle storie relative ai “mostri smisurati e deformissimi” che abiterebbero una grotta sommersa al di sotto dell’Isola Borghese, spaventando monaci e curiosi, come narrato dallo storico Bongiovanni Grattarolo nel suo “Historia della Riviera di Salò” del 1599, sino ai moltissimi avvistamenti susseguitesi sino ai giorni nostri ad opera di turisti, pescatori e subacquei di “qualcosa” di enorme che nuoterebbe negli abissi gardesani. Uno “annuario storico” che non ha nulla da invidiare al più celebre mostro di Loch Ness. Per questo motivo ho deciso di dare un nome a queste leggendaria creatura nostrana. L’ho battezzata, in un articolo che scrissi tempo fa per il Corriere del Garda, “Bennie”, un nome simpatico e amichevole e di tributo al nome arcaico del Garda , ovvero “Benaco”. Una proficua collaborazione col gruppo di ricerca subacquea “Deep Explorers” di Toscolano Moderno, vera professionista del settore, ha poi portato, grazie all’uso di sofisticate attrezzature, alcuni indizi che lascerebbero intendere che negli abissi del lago forse esiste per davvero qualcosa. Forse un pesce smisurato. Forse no. Questo non è ancora dato saperlo. E forse non lo sarà mai, come tutte le leggende più belle. In ogni caso, mi piace immaginare “Bennie” come uno spirito protettore del Garda, pronto a difenderlo da chiunque voglia azzardarsi ad avvelenarlo con l’inquinamento o che voglia minacciare l’esistenza delle innumerevoli creature viventi che lo abitano. L’anima stessa del lago.

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A proposito di misteri, Xplora se non sbaglio ha collaborato con la trasmissione televisiva “Mistero”, com’è stata questa esperienza?
Da alcuni anni collaboro attivamente con la trasmissione tv “Mistero” di Italia 1. Tutto è cominciato con un servizio riguardante un luogo misterioso e incantato nella provincia di Brescia, il leggendario Sercol di Nuvolera, un colossale cerchio di pietra denso di storie e leggende tali da avergli procurato il soprannome di “Stonehenge Italiano”. Da lì è cominciata una collaborazione continuativa sia televisiva che “giornalistica” che ha portato alla ribalta “misteri di casa nostra” come la leggenda di Bennie il mostro del Garda e le storie incredibili (ma vere) sulle misteriose armi segrete costruite dai nazisti in stabilimenti sotterranei a poca distanza dal lago. Oltre a partecipare al programma tv, scrivo articoli e studi per la rivista “Mistero Magazine”, rivista della stessa trasmissione televisiva.

Progetti in cantiere per il futuro?
Il progetto principale di Xplora al momento è continuare nella ricerca, nell’individuazione, nell’esplorazione e nella documentazione degli ancora moltissimi bunker e rifugi dimenticati della RSI sul Garda. Si  tratta di una pagina di storia che ancora deve essere letta e compresa del tutto. Noi vogliamo far sì che questo si avveri.

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Come vengono accolte le vostre iniziative dalle Istituzioni pubbliche?
In genere abbiamo sempre ottenuto appoggio e supporto da Comuni ed Istituzioni pubbliche. Le nostre ricerche svolgono un’importante attività di promozione del territorio, creando interesse e curiosità che possono solo giovare ai paesi e alle cittadine in cui siamo operativi. Nel comune di Desenzano del Garda, Xplora ha contribuito a una bellissima e riuscitissima mostra storica denominata “Uniformi e Bunker”, rendendo pubbliche per la prima volta mappe, progetti e immagini dei bunker dei ministeri della Repubblica di Salò.

Le vostre ricerche si concentrano principalmente nel nord Italia. C’è qualche “mistero” o luogo leggendario nel resto del paese, che vi incuriosisce?
Xplora ha concentrato ricerche ed esplorazioni nel Nord Italia per comodità e disponibilità di mezzi. Ovviamente sono moltissimi i luoghi “succulenti” che desidereremmo indagare, come potrebbero esserlo le catacombe inesplorate di Roma, i sotterranei dell’Abbazia di Cassino o i bunker tedeschi del Monte Soratte, giusto per citarne alcuni. E fuori dall’ Italia i misteriosi cunicoli delle Piramidi di Visoko, in Bosnia, costruzioni incredibili che stanno facendo impazzire gli archeologi di tutto il mondo. Ma abbiamo ancora tanti, tanti bunker gardesani da esplorare prima…

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I luoghi al centro delle vostre indagini, sono visitabili tramite visite guidate con la vostra associazione?
Attualmente non abbiamo ancora organizzato eventi pubblici o visite. Ma speriamo di poterne organizzare al più presto. Il nostro sogno sarebbe di rendere pubblico, visitabile e magari parte di un percorso museale, un rifugio della RSI. Per portarvi le scuole, gli studenti, gli appassionati. Per far capire loro, facendogli visitare quegli ambienti claustrofobici e angoscianti, quanto siano stati terribili gli anni della guerra. E’ un progetto lungo e ambizioso ma noi siamo ben determinati.

https://www.facebook.com/XploraOltreIConfini

Foto di Armando Belleli.

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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

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Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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