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Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda. Intervista a Simona Cremonini.

Posted on: 03/03/2014

Leggende, curiosità e misteri copertinaÈ a due passi da Brescia, pensiamo di conoscerlo in lungo in largo, ma ne ignoriamo spesso la storia, il folclore, le leggende, i misteri…

Ho intervistato Simona Cremonini, autrice del libro “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda”, una sorta di guida turistica che racconta e illustra il lago di Garda da un punto di vista diverso: quello delle tradizioni e dei racconti magici, spaventosi, insoliti, curiosi, misteriosi che trascinano il lettore in un viaggio intorno al lago più grande d’Italia, diverso da quelli descritti nelle classiche guide turistiche tradizionali.

Come mai “leggende e misteri” legati in particolare al Lago di Garda?
«Anche se non abito in modo stabile sul Garda, ho passato molti momenti della mia infanzia a Manerba del Garda nella casa estiva della mia famiglia e sono molto legata al lago. La ricerca su misteri e leggende è venuta fuori in modo del tutto casuale, quando una quindicina di anni fa avevo iniziato da poco a scrivere: un giorno sul Giornale di Brescia – inseparabile lettura di mio nonno – trovai un articolo che parlava di alcune streghe bruciate sul rogo in epoca medievale. Ricordo che una di esse era originaria di San Felice del Benaco, e mi colpì molto il fatto che un argomento che mi affascinava tantissimo – da molti anni sono appassionata di letteratura horror – potesse riguardare un luogo così vicino ai luoghi che amavo. Per questo iniziai ad avere un occhio di curiosità per questo argomento legato al Garda e mi venne l’ispirazione per la trama di un romanzo, che non ho ancora scritto ad oggi. Piano piano cominciai a fare qualche ricerca e alla fine mi ritrovai per le mani un sacco di materiale. Decidere di metterlo insieme e farne un saggio è stato abbastanza naturale».

Ci descrivi brevemente di cosa parla il tuo libro?
«È una raccolta di varie cose: leggende, cose curiose, aspetti misteriosi, toponomastica (i nomi dei luoghi ci dicono un sacco di cose sul passato!), tutti legati al lago di Garda o ambientati nei paesi che sono attorno al lago, senza la distinzione delle tre province amministrative in cui è diviso questo territorio, a cavallo di tre regioni».

Da dove nasce l’idea di questo saggio? Quali sono gli studi e le ricerche fatte?
«Nasce appunto dal progetto di un romanzo – un’idea che prima o poi realizzerò. All’inizio le mie ricerche riguardavano un solo tema – la stregoneria – poi a forza di cercare e di imbattermi in vari libri mi sono resa conto che questo lago è un bacino di misteri di tutti i tipi!».

Simona Cremonini fotoUna domanda un po’ scontata: quanto di vero c’è nelle leggende?
«Non nascondo che qualcosa di vero c’è. Purtroppo le ricerche sulle streghe fanno riferimento anche a processi e torture veramente accadute. Per quanto riguarda fantasmi, mostri, diavoli, orchi… io dopo aver letto questo libro non mi avvicinerei alle acque col buio!».

Dopo l’edizione 2008 edita su Lulu.com, nel 2012 è stata pubblicata la nuova edizione edita dall’Associazione PresentARTsì e nel 2013 è uscita la terza edizione in lingua inglese. Un vero successo direi, accompagnato anche da veri e propri incontri letterari. Chi è il tuo pubblico e come si avvicina a queste tematiche?
«Direi che è un pubblico abbastanza vario, dall’archeologo al ricercatore professionista, dall’appassionato di queste tematiche, a chi ama il lago di Garda perché ci ha vissuto o l’ha frequentato. Vedo che i 7 anni che ho trascorso a parlare di questi temi sul territorio stanno dando frutti; posso dire che il progetto che avevo fatto sta funzionando e anche i libri che sono seguiti a “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda” (ovvero “(I) racconti fantastici del Garda”, “Misteri Morenici”, “La paura danza in collina” e “Adelaide, una leggenda svelata”) stanno riscuotendo interesse. È incoraggiante per proseguire con le ricerche e ovviamente con gli eventi e i libri da scrivere».

Ho letto che stai proponendo delle passeggiate con letture sui luoghi misteriosi del Garda, in cosa consistono?
«È un progetto per l’estate 2014, che nasce sulla scorta di un evento dello scorso anno, la Crociera tra i misteri del lago, che è stata molto apprezzata. L’idea è di creare un gruppo di interessati a esplorare i luoghi sulla scia delle leggende che li hanno riguardati e riproporre in lettura alcuni brani dei libri proprio nel posto di cui parlano: quest’anno ho scelto due date molto significative, il 4 e il 19 agosto, per far rivivere i libri rispettivamente a Manerba del Garda e a Garda. A Manerba, in particolare, si parlerà del nuovo libro in preparazione per quest’estate».

Adelaide una leggenda svelata copertinaLa scrittura è il tuo mestiere. Come hai iniziato?
«In modo molto semplice. Nel 2003 ho capito che nella mia vita volevo scrivere, intendo dire che volevo combinare qualcosa con la scrittura, e ho iniziato davvero a impegnarmi nei miei racconti e a partecipare a concorsi letterari. Poi sono arrivate alcune collaborazioni, tra cui la rivista Inchiostro di Verona, dove ho imparato a rileggere e a correggere, e LaTelaNera.com, un sito che mi è stato di grande aiuto e dove ho conosciuto alcuni cari amici scrittori. Ho cominciato a collaborare con delle case editrici come correttrice bozze e infine sono approdata a scrivere per uno studio di pubblicità. A quel punto si può dire che la diga si è aperta e sono diventata una professionista. Oggi sono molto contenta dei tantissimi sacrifici che ho fatto».

Quali sono i tuoi generi? Hai un modello di scrittore/trice a cui ti ispiri?
«Devo dire che come tanti altri che scrivono horror ho iniziato leggendo Stephen King. Libri come Dolores Claiborne o Misery lasciano il segno. Poi ho scoperto H.P. Lovecraft e mi sono innamorata di tutto il genere del mistero e del fantastico dell’ultimo secolo. Oggi devo dire che in questi mesi sto riscoprendo i romanzi di Peter Straub».

Hai incontrato difficoltà nel tuo percorso, nel modo dell’editoria e cosa ne pensi dell’attuale panorama editoriale italiano?
«Sì, di difficoltà ne ho incontrate molte e tuttora sono spinta soprattutto dalla passione e dalla determinazione. Dopo 10 anni a forza di lotte so che era la strada giusta, ma quanta fatica… Certo quello che abbiamo di fronte è un panorama molto difficile da penetrare, la “selezione all’ingresso” è molto rigida e piena di concorrenza. Un autore deve essere consapevole che è una strada lunga e molto accidentata, ma credo che chi ha veramente talento e dedizione possa trovare un suo spazio. L’importante è non pensare di vivere con i libri, ma purtroppo ci sono molti che pensano di poterlo fare come se niente fosse! ».

Per chi volesse seguire le “tue orme”, cosa consigli?
«Di fare come Hank Williams in Tombstone Blues e buttarsi in un fiume? Scherzo, naturalmente. Di armarsi di santa pazienza e lavorare a spalle basse imparando questo mestiere. Come ho detto, io credo che alla fine chi è bravo – e lo si diventa a forza di letture, riscritture ed editing vorrei sottolineare! – riuscirà a trovare il suo posto».

Info

Nata il 23 febbraio 1979, Simona Cremonini vive a Montanara, un paese vicino a Mantova, ma ha passato le estati dell’infanzia a Manerba del Garda. Autrice di narrativa, con alcune pubblicazioni di racconti alle spalle, per lavoro è consulente e correttrice bozze per piccole realtà editoriali e si occupa di copywriting. Al libro “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda” e agli altri che sono seguiti (“(I) racconti fantastici del Garda”, “Misteri Morenici”, “La paura danza in collina”, “Adelaide, una leggenda svelata”) è dedicato il sito http://www.leggendedelgarda.com dove si possono trovare i riferimenti per acquistarli e informazioni sull’autrice Simona Cremonini.

 

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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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