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CONCORSO LETTERARIO “L’IMMAGINE PARLA” VI ED. 2012

Posted on: 26/02/2012

FOTO DI DOMENICO BENINTENDI

Uno sconfinato deserto tunisino è l’immagine incipit della VI edizione del concorso letterario L’IMMAGINE PARLA, indetto a livello regionale e nazionale dall’ Associazione culturale IL MAESTRALE con il Patrocinio della  Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e del  Comune  di Palazzolo  sull’Oglio.

La fotografia (di Domenico Benintendi), individuata attraverso una selezione di fotografie pervenute da Circoli Fotografici, che operano sul territorio Lombardo e da privati con la passione per la fotografia, costituisce l’elemento di forza del Concorso e punto di partenza per l’elaborazione libera e la creatività degli scrittori.

Novità di questa edizione 2012 è una sezione dedicata agli under 18, oltre a quella degli over 18.

La partecipazione è come sempre gratuita e i racconti rigorosamente inediti, dovranno essere inviati entro il 5 maggio 2012.

In palio: un Tablet PC con custodia e due copie della raccolta anno 2012, agli scrittori vincitori delle sezioni over ed under 18; agli scrittori, il cui racconto verrà segnalato dalla giuria,  sarà attribuita una targa e vari premi di consolazione. l racconti premiati e quelli segnalati saranno pubblicati on-line  e  raccolti in una pubblicazione; il titolo della stessa corrisponderà al titolo del racconto vincitore over 18.

Per tutte le informazioni e per prendere visione del relativo regolamento e scheda d’iscrizione: www.ilmaestrale.eu

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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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