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12 OTTOBRE 1492: LA “RISCOPERTA” DELL’AMERICA. INTERVISTA A RUGGERO MARINO.

Posted on: 12/10/2010

« Divinò un mondo e fu deriso: lo scoprì e fu calunniato:
lo diede a un re
e n’ebbe catene
O sacro, infelicissimo capo
solo ti fu giusta la morte
che t’asilò gloriando nell’infinito. »

(MARIO RAPISARDI)

Qualche anno fa, guardando il programma Voyager su Rai 2, fui molto colpita da un servizio che faceva interessanti rivelazioni sulla scoperta dell’America. Rivelazioni che raccontavano una storia diversa da quella che abbiamo sempre conosciuto e da quella che la storia ufficiale insegna. Autore di queste ricerche, era ed è un giornalista italiano, Ruggero Marino, di cui all’epoca il suo libro “Cristoforo colombo e il Papa Tradito” che provai a cercare ovunque, era introvabile! A quel libro hanno fatto seguito altre pubblicazioni, edite dalla Sperling & Kupfer: “Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari” (tradotto in 8 paesi) e quello attualmente in libreria “L’uomo che superò i confini del mondo”, che sta avendo notevoli consensi di pubblico e di critica.
Oggi in memoria di quel 12 ottobre 1492, raccontiamo attraverso proprio le parole di Marino, una verità forse, che non è quella che ci hanno tramandato. Ma come si sa, la storia la scrivono da sempre i vincitori…

Da dove nasce il suo interesse su Cristoforo Colombo?Perché proprio la Scoperta dell’America?Quali sono stati i suoi studi, i suoi viaggi a riguardo?

 

Tutto è iniziato nel 1990, come nei film, da una lettera che mi è giunta al giornale. Ero reduce da una visita all’isola di San Salvador, quella del primo sbarco di Colombo in terra americana e si era in vista, per il 1992, dei 500 anni della “scoperta”. Feci un articolo che andò sulla prima pagina de “Il Tempo”, dove rivestivo il ruolo di redattore capo e responsabile dei servizi culturali. Di qui la lettera da cui tutto è cominciato. Da giornalista ho visitato oltre 50 paesi. Per Colombo ho viaggiato soprattutto fra libri e documenti.

Quella che lei propone è una versione diversa del Cristoforo Colombo, che abbiamo imparato a conoscere sui banchi di scuola. Chi era davvero Colombo?

 

Non è facile sintetizzare la figura di Colombo in poche parole. Senza dubbio un personaggio molto più complesso dell’ignorante marinaretto e del “vu cumprà”, che la tradizione ha imposto. Colombo è un figlio del Rinascimento italiano, un esemplare perfetto dell’uomo vitruviano, effigiato da Leonardo.

Lei sostiene che l’America fosse già conosciuta prima di Colombo, è corretto? Addirittura lo stesso Colombo c’era già stato prima della data ufficiale della scoperta.

 

Sì. Sicuramente c’era stato prima. Come molti lo avevano preceduto. Ma la “scoperta” ha inizio con il suo sbarco, che ha cambiato il corso del cammino dell’umanità. Per il navigatore più che di scoperta, come ha detto qualcuno, si può parlare di “rivelazione”.

Determinante sia nella vita di Cristoforo Colombo che in tutta la vicenda della “scoperta” non sono tanto i reali di Spagna, ma la Chiesa in particolare un papa: Innocenzo VIII, un Papa la cui esistenza pare essersi persa nei meandri della storia, eppure, sulla sua tomba si legge “Nel suo tempo la gloria della scoperta di un nuovo mondo”…

 

La tomba è in San Pietro, il monumento bellissimo è del Pollaiolo. Perché quella lapide? Il pontefice Giovanni Battista Cybo era un “cavaliere del mare”, veniva dalla Grecia, ma era cittadino genovese. Il padre si chiamava Aronne, probabilmente di sangue anche ebreo, la nonna era una Sarracina, probabilmente di sangue anche musulmano. Probabilmente unito da un vincolo di sangue anche con Colombo, il cui nome a me pare un nome d’arte perfetto. Si firmava Christo Ferens, portatore di cristo, proprio come il santo Cristoforo, che trasporta il Gesù bambino al di là delle acque. La Chiesa, una certa Chiesa con risvolti spirituale ed esoterica, ha sempre accompagnato e protetto Colombo. Ritengo che la parte più importante del mio ultimo libro sia il recupero della documentazione circa il tentativo di beatificare Colombo ad opera di due pontefici come Pio IX e Leone XIII.

Determinanti per gli studi di Colombo, che tutto pare, tranne che un povero marinaio fortunato, sono stati anche lo studio di testi, documenti, mappe…

 

Colombo è uno dei primi veri scienziati della storia moderna, naviga al nord, all’est, al sud. Conosce e disegna mappe, ha nozioni astronomiche e cartografiche incredibili. Non è il figlio di un sogno, è figlio della sperimentazione.

 

Ho citato prima delle mappe, “mappe impossibili”, che ci farebbero pensare ad una storia completamente diversa?Quali sono le più interessanti?

Le mappe sono tante e molte purtroppo sono sparite. Valga, tuttavia, per tutte la famosa mappa del turco Piri Reis. L’Ammiraglio e cartografo musulmano afferma di essere stato ispirato dalla carta che possedeva Colombo e che risaliva alla biblioteca di Alessandria. Nel 1913, data della pubblicazione, vi figura molta più America di quella sino ad allora scoperta.

 

Nei suoi libri chiama in causa addirittura i Templari. Perché?

 

Colombo è un cavaliere. Lo afferma lui stesso. Sulle sue vele la croce compare una croce amalfitana e crociata. In una lettera che gli è indirizzata figura il motto templare “Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomini tuo da gloriam”. Era sicuramente un erede di quell’ordine sparito. Malta, allora Rodi, Santo Sepolcro e San Lazzaro furono unificati in un unico ordine da papa Cybo.

La vicenda è poi ricca di simbolismi. Ci parla di quelli più significativi?

 

Colombo è un cultore di cabala, credo anche di alchimia, scriveva al fratello in un linguaggio cifrato. Ha capacità sciamaniche, indovina le tempeste e ferma con la spada l’uragano. La sua firma forme un criptogramma misterioso di sette lettere maiuscole, messe in forma di triangolo, come l’occhio di Dio. Sembra la firma di un Gran Maestro.

 

Un altro giallo pare essere la sepoltura di Colombo. Cosa può dirci a riguardo?Quale è stata e quale è la reazione degli storici, riguardo ai suoi studi e pubblicazioni?

 

Anche le ossa di Colombo non hanno avuto pace. Io credo che la sua vera tomba sia a Santo Domingo, dove aveva chiesto di poter riposare. Sul fronte della critica si moltiplicano le “conversioni”, ma non è facile combattere contro il pensiero unico. La scienza si appella ai documenti ed è giusto che lo faccia. Ma da cinque secoli la critica si scontra su quegli stessi documenti, senza mai avere trovato un accordo. Ciò che per gli uni è autentico, per gli altri è un falso. Colombo è così scientificamente italiano per gli italiani e svariate località se lo contendono sulla base di prove e documenti; è scientificamente ed allo stesso modo spagnolo per gli spagnoli; portoghese per i portoghesi e così via in una sequenza senza fine. In una storia ricucita e rattoppata in modo che le facciano difetto i “documenti” primari, senza i quali nessuna storia può essere considerata scientifica: e cioè la logica, il buon senso ed in alcuni casi perfino l’evidenza. Possiamo anche sbagliare, ma ci auguriamo di poter dire, come il navigatore dei due mondi, che “la verità trionfa sempre”.

 

Ho letto se non sbaglio, che fa parte della “Commissione colombiana”. Di cosa si tratta?

 

Era nata presieduta da Scaiola in vista del 2006 per i 500 anni della morte di Colombo. I finanziamenti sono stati bruciati in breve tempo e data la crisi non ha avuto più sostegno. Non so che fine abbia fatto esattamente. Presumo sia in sonno.

 

I suoi libri sono stati pubblicati anche all’estero, tra cui Stati Uniti, Spagna e tanti altri. Lì com’è stato accolto

 

“Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari” è stato tradotto in otto paesi. Dalla versione inglese per l’America mi aspettavo di più. Curiosamente il libro è andato molto bene nella Repubblica Ceca.

 

Domanda finale: Cos’è stata realmente la scoperta dell’America di Colombo?

 

La rivelazione di un mondo conosciuto fin da tempi antichissimi, ma di cui forse si era perduta la conoscenza. Come un’Atlantide inabissatasi nella memoria. Per il resto un cambiamento epocale, come scrive qualcuno, come non era mai avvenuto dai tempi della nascita di Gesù. In pratica un’apocalisse-rivelazione (e Colombo è un profeta apocalittico), che divide in due il cammino dell’umanità. Se la modernità e l’America sono quello che sono lo si deve a Colombo. Se il cristiano Colombo non vi fosse sbarcato forse lo avrebbero fatto i Cinesi, che erano fra quanti lo avevano preceduto, o i musulmani, che avevano le stesse carte. Sembra paradossale, ma se il cristiano Colombo non avesse fatto conoscere al mondo l’esistenza del Nuovo Mondo, oggi l’America avrebbe agitato il libretto rosso di Mao o si sarebbe inginocchiata verso la Mecca. Inoltre a 500 anni di distanza non si può più credere a quella che ritengo una “barzelletta d’antiquariato”. Se io raccontassi che oggi uno “chicano” messicano riesce a varcare la frontiera e chiede di recarsi da Obama e ci riesce per dirgli che conosce altre vite e altri modi. Che gli si diano tre astronavi,- dopodiché tutto quanto scoperto sarà in larga parte suo oltre a diventarne il governatore e vice-Presidente. Se io vi raccontassi questa “soap opera” dannata e d’annata ci credereste? E siano nel 2000, nel paese più democratico del mondo. Da 500 anni ci raccontano che questo sarebbe avvenuto in Spagna ad opera di un marinaio zotico e ignorante, in tempi in cui i ruoli sociali erano separati a compartimenti stagni e a danno di re cattolici inflessibili come Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona! Una autentica “barzelletta d’antiquariato”.

 

Info: www.ruggeromarino.it

Bibliografia:

Cristoforo Colombo e il Papa Tradito – 1990 Newton Compton  – IV edizione aggiornata e ampliata 1997, RTM Editori;

Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari – 2005, Sperling & Kupfer

L’uomo che superò i confini del mondo – 2010, Sperling & Kupfer


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1 Response to "12 OTTOBRE 1492: LA “RISCOPERTA” DELL’AMERICA. INTERVISTA A RUGGERO MARINO."

una rilettura interessante ed un rinnovato interesse

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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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