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VARNEY IL VAMPIRO

Posted on: 28/02/2010

Il mio destino è quello di fare di voi una vittima; perché esistono leggi dell’invisibile, oltre che del visibile, che obbligano una creatura come me a interpretare il proprio ruolo nel grande affresco dell’esistenza. Io sono un vampiro: il sostentamento per una figura come la mia deve essere tratto dal sangue vitale altrui.

Arriverà in libreria il 25 marzo, grazie alla Gargoyle Books, la saga di “Varney il Vampiro”, un classico del romanzo gotico, che nell’Inghilterra di metà Ottocento, consacrava la figura del nobile succhia-sangue come icona della nascente stampa popolare.
Dal 1847 al 1849, circa, infatti, le inquietanti avventure di Sir Francis Varney, pallido non-morto a metà tra il byroniano vampiro di John William Polidori e il futuro conte dei Carpazi di Bram Stoker , vengono pubblicate a dispense settimanali in Inghilterra, raggiungendo la ragguardevole meta di 220 capitoli.
Trattasi di storie “notturne” e “soprannaturali”, caratterizzate da azione, erotismo e avventura, che all’epoca ebbero un’enorme successo e diffusione, lette da migliaia di persone delle classi sociali più diverse, ottemperando, così, anche a un’ampia funzione di acculturazione. Un fascino che ancora oggi resiste al tempo, grazie all’incredibile modernità seriale della trama che anticipa temi come il contagio di massa e le società segrete.
Gargoyle Book, che come sempre propone opere nuove, importanti e a volte dimenticate… proponendole o riproponendole, con un “style” editoriale proprio, pubblicherà il feuilleton attraverso tre volumi diversi:

– 25 marzo 2010: il primo, intitolato Il banchetto di sangue;
– da luglio: il secondo, intitolato L’inafferrabile;
– da novembre: il terzo, intitolato All’Ombra del Vesuvio.

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CITAZIONI & AFORISMI

‎Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo. Se si usa la ragione il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini. Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura. Non è stato un Dio, e neppure un Demone, a creare il mondo degli uomini. Ma solamente degli esseri umani, proprio come i nostri indaffarati vicini di casa, i nostri dirimpettai. Vivere in questo mondo creato da semplici uomini può essere sgradevole, ma dove emigrare? Dovremmo avventurarci in un luogo non umano, ammesso esista. Ma un tale luogo sarebbe ancora più inabitabile del mondo umano. Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana - (Guanciale d’erba di Natsume Soseki)

CONSIGLI DI LETTURA

testo

Nel 1943 il capitano James Gould, del Field Security Service, il servizio di spionaggio britannico, arriva a Napoli a bordo di un grosso camion. Conosce un po' di italiano, avendo trascorso diverse settimane a seguire gli insegnamenti di un conte toscano dall'aria funerea che gli ha fatto leggere Dante ad alta voce. Per l'intelligence britannica può dunque egregiamente svolgere il suo compito di "ufficiale dei matrimoni", di soldato, cioè, incaricato di verificare che le "fidanzate" dei suoi commilitoni desiderose di trasformarsi in "mogli" siano "idonee" e di "buon carattere", vale a dire che non siano prostitute. Gould è un giovanissimo capitano di scarsa esperienza nel commercio col mondo. Ha appena ricevuto una lettera in cui Jane, la sua fidanzata, l'ha piantato per un aviatore polacco in grado di darle, ha osato dire, quello che le mancava. Inesperto e, tuttavia, deciso a onorare la sua missione, il capitano si ritrova catapultato nella Napoli del '43. Un giorno il capitano viene raggiunto dalla telefonata di un suo pari italiano che gli annuncia che dalle parti di Boscotrecase, un paese situato nella campagna attorno alla città, è stato avvistato un carro armato tedesco. James Gould accorre per imbattersi nella più strabiliante delle scoperte: il carro armato è guidato da un'affascinante giovane donna dai lunghi capelli neri, intenzionata a trasformarlo nel trattore che le è stato trafugato dalle truppe d'occupazione...

OPERA D’ARTE IN CORSO DI AMMIRAZIONE

"Egli mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice."

LA FANCIULLA SULLA ROCCIA A SORRENTO - Filippo Palizzi, 1871, olio su tela, cm 55x80, Fondazione Balzan Badia Polesine (Ro) - Sul bordo dello scoglio vi è una scritta: Egli, che mi pose a giacere su questa roccia, mi dice di guardarti da mattina a sera e dirti sempre: sii felice. Felice.

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